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Questo spazio è dedicato a tutti coloro che vogliono CREARE UNA NUOVA CULTURA SUI DCA. Siete tutti importanti perchè unici, così come uniche sono le vostre storie e i vostri pensieri. Questo Blog resta quindi aperto a chiunque voglia proporre o condividere, perché Mi Nutro di Vita è di tutti ed è fatta TUTTI INSIEME.

giovedì 19 aprile 2018

I numeri della vita


Numeri che ti imprigionano
il tuo universo è solo numeri,
cifre che ti sfiorano
di cui non ti liberi.       

Conti le persone, le loro emozioni
e il loro amore nei tuoi confronti,
aspettando dalle loro azioni
la spinta per nuovi orizzonti.

Carcerieri della mente
numeri che non ti rispettano,
oramai sei una presenza assente
un risultato che non accettano.
Hai il controllo su ciò che alla bocca ti porti
assecondando i tuoi pensieri distorti,
la vita però non è un calcolo esatto,
non ruota tutto intorno a quel che c'è nel piatto.

Briciole di aria ti aspettano al di fuori
se avrai il coraggio di provare nuovi sapori
ora niente è più somma o sottrazione,
solo tu e la tua persona
nel tuo nuovo universo di redenzione,
un mondo che finalmente ti emoziona.

Elisa Sossi

 

domenica 8 aprile 2018

Cara Signora Celentano...


Cara Signora Alessandra Celentano,
sento forte l'esigenza di farle arrivare questo mio pensiero.
Sperando trovi lo spazio giusto, magro o grasso che sia, di un suo giorno. Qualsiasi giorno, non ho canoni e pretese, IO.
Non conosco il mondo della danza, quindi con estrema umiltà, preferisco starmene in silenzio e non fare commenti a sproposito. Ho molto rispetto per ogni forma d'arte, quindi non vorrei ferirla sparando parole senza senso.
Ma avrei una domanda da porle, " Signora Celentano, quanto conosce il dolore che sta dentro ai disturbi del comportamento alimentare?".
Non le sto chiedendo se conosce i dca ma il dolore dei dca. Sembra la stessa cosa ma non lo è. Perché sa, forse chiunque, chi più chi meno, sa cos'è l'anoressia. Ma il dolore che ci sta dentro, lo custodiscono in pochi. Quelle sue parole, seppur veloci e mi auguro poco pensate, sono state uno schiaffo ai tormenti di tanti, al coraggio di molti, alle paure dei padri, alle angosce delle madri. Sono state uno sputo sopra al mio cuscino, che ad ogni fine giornata accompagna i miei sogni, con la speranza di rivedermi ad occhi aperti il giorno dopo. Sono state una pugnalata a mia madre, che in quella ragazza vede la vitalità e l'energia che il disturbo alimentare mi ha tolto. Sono state un taglio tra i silenzi tormentati di papà. Sono una carezza stracciata e negata a mio figlio. Sono spine sotto i miei piedi. Ma sa che le dico? Quelle sue parole nonostante tutto sono una spinta amara che mi fatto capire quanto ancora ci sia da fare.
Onestamente ne avrei fatto a meno ma siccome lei le ha dette, io le lancio al vento e le mie orecchie ne diveranno scudo.

Con immensa stima verso il mondo della  danza, che mi auguro, non si leghi a misure per potersi esprimere.
Un saluto.
Roberta Buzzi, classe 1983.

venerdì 6 aprile 2018

Libertà


Una vita che non ti appartiene
Le tieni strette le tue catene.
Paura di aprirti al mondo,
Tutto crolla in un secondo.
Un cristallo è la tua dimora,
Protetta e lontana da ciò che ti addolora.
Danzare senza pensieri
Sulle onde della vita,
Accettandone bellezze e misteri,
Ora in discesa, ora in salita.
Questo è il tuo desiderio più grande
Ma la tua mente ti pone troppe domande.
Libertà è come essere senza peccato
E dopo l'amore che hai ricevuto
Nulla ti sembra meritato,
Tutto ora rimane incompiuto.
La chiave che apre quella porta
E' ciò che più al mondo appaga e conforta,
L'amore e il rispetto per te stesso
Sono questi i segreti del libero accesso.
Una vita che d'ora in avanti ti apparterà
Perché hai trovato te stesso, e non ti abbandonerà.

Elisa Sossi

 

giovedì 5 aprile 2018

Arriverà la pace


Questo odio per me stessa non vuole abbandonarmi
Dio solo sa quanto vorrei amarmi
Uscire da questo giro...
Poter provare sollievo con un bel sospiro

Cara me ti ringrazio
perché sopporti da tempo questo grande strazio
Cara me ti amo
un giorno ci crederò
e te lo ripeterò
con il cuore in mano

Cara me mi dispiace per averti trascinato qui...
dove tutto tace
Ti prometto:
arriverà la pace.

Cara me ti chiedo perdono
per esser arrivata al punto da non sapere più
chi sono

Perdonami per tutti i supplizi
che ti ho costretta a sopportare,
Io mi inginocchio davanti a te
come un prete sull'altare
e sussurro "ti prego non mi odiare"...

Cam

 

martedì 3 aprile 2018

Il sole dentro.


Immaginate di prendere in mano un sacchetto, non un sacchetto qualunque: un sacchetto portagioie, di quelli in tessuto, quelli di velluto setoso al tatto, come quelli in cui le nonne tengono i gioielli.
Ecco, aprite quel sacchetto e dentro immaginate di metterci tutte le emozioni: la gioia e la tristezza, la malinconia, l'invidia, la rabbia e la felicità…tutte, una per una, come gemme preziose di vari colori (si, un po' come le perle colorate di "Inside Out").
Ora che ce le avete messe dentro tutte, afferrate le estremità del laccio per richiudere il sacchetto e tiratele, fino a stringere forte l'imboccatura, senza lasciare entrare aria.

In terapia spesso si utilizza il termine "congelamento": si parla di emozioni "congelate", che un po' alla volta si sciolgono, man mano che si procede nel percorso. Man mano che ci si ri-scopre, ad una ad una le si scopre. Si svelano a noi come nuovi volti, quasi sconosciuti, perché per mesi, anni, abbiamo smesso di guardarli, di curarli, soffocati dalla malattia.
In fondo le emozioni sono come dei gioielli, che indossiamo ogni giorno, a volte senza nemmeno rendercene conto, perché troppo indaffarati, o semplicemente distratti, poco attenti.
Le emozioni sono i gioielli più belli che indossiamo anche nelle giornate più cupe, mentre la vita, nel suo scorrere, allenta o stringe le estremità dell'imboccatura del sacchetto. Le emozioni sono gioielli che impreziosiscono le nostre giornate, come gemme incastonate tra le nostre cicatrici, colori splendenti alla luce del sole…no, non quello fuori, il sole dentro.

Vi confesso che oggi mi sorprendo ad annotare questi pensieri, che si sbrogliano, un po' come quelle emozioni s-congelate, alla luce di una serenità nuova, faticosamente riconquistata dopo anni trascorsi nell'angolo del buio accecante della malattia.
Mi sorprendo a sentire le mie emozioni, che ri-nascono così, quasi senza chiamarle. Un po' come le foto "artistiche", non le devi cercare (devi saper guardare attentamente, quello si), arrivano da sé, spontaneamente.
Oggi non la reprimo più questa spontaneità, non la ripugno più. Anzi voglio prendermene cura, giorno dopo giorno, come un tesoro da custodire, perché in fondo è ciò che ho di più prezioso nel mio stare al mondo.

Sandra