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lunedì 17 luglio 2017

Fino all'osso: la visione di un genitore.



Sabato 15 luglio 2017 ho avuto la possibilità di assistere alla prima del film "To the Bone". La location dove è stata proiettata (il Castello Aragonese), per chi non la conosce, è stupenda, e tra l'altro è il posto dove mia figlia Misia (Artemisia) fece una delle più belle esibizioni di danza; forse per questo motivo prima della proiezione ero ancora più teso ed emozionato. La tensione era dovuta anche dalla paura di dover assistere ad un qualcosa che ho già vissuto sulla mia pelle. L'esperienza vissuta a fianco di una persona anoressica, finita purtroppo anche tragicamente, mi  ha, in un certo senso, permesso  di avere un giudizio alquanto particolare verso questo film.
Io penso che questo film, avendo trattato l'anoressia solo dal punto di vista della cura - perché non fa altro che seguire la ragazza solo nel suo percorso riabilitativo - non ha messo in mostra tutto quello che c'è di terribile per chi soffre di questo disturbo. Mi riferisco alle ossessioni, all'isolamento, agli sbalzi di umore, agli stati di depressione, al modo di relazionarsi con gli altri che vive giorno dopo giorno chi soffre di anoressia.  Per le ossessioni per il cibo, il peso e le calorie posso capire, anzi c'è da dire che è stato un bene che li abbiano trattati in modo leggero, per le altre problematiche penso invece che avrebbero dovuto esporli, se volevano dargli un senso, in modo che chi vede il film abbia  una visione reale del disturbo. Lo stesso percorso di cura è stato un po' fiabesco, ma questo ci può stare, in fondo è un film.
Una cosa mi ha colpito e mi ha veramente scosso: è stata la scena verso la fine tra la ragazza e la madre quando quest'ultima gli dice di ricominciare e le propone di bere dal biberon, la figlia gli dice di no e la mamma gli dice qualcosa del genere (era in inglese con i sottotitoli in italiano): "accetto questa tua volontà di morire, ma non capisco perché non vuoi più vivere." In quel momento mi sono ricordato di quando a mia figlia dissi: "Misia io non accetterò mai questa tua volontà di morire, perché tu devi vivere per scoprire le tante cose belle che la vita ti offrirà." Nel film, mentre la mamma sta per andarsene, la figlia la chiama urlando "mamma, nutrimi, ti prego!" e alla fine beve il biberon di latte. Ecco, io non ho mai più sentito quel mamma o papà...

Paolo

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